Angela Maria Corona uccisa a Bagheria: arrestati la nipote e due sicari, 15 mila euro ai complici

Tre persone sono state arrestate nella tarda serata di ieri con l’accusa di essere gli autori dell’omicidio a Bagheria di Angela Maria Corona e dell’occultamento del cadavere.

Dalle indagini dei Carabinieri è emerso che la nipote, Maria Francesca Castronovo, di 39 anni, avrebbe assoldato due sicari, Guy Morel Diehi, ivoriano di 23 anni e Toumani Soukouna, maliano di 28 anni, affinchè, dietro ricompensa economica, uccidessero la donna e facessero sparire il cadavere.

La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale di Termini Imerese. L’uccisione di Angela Maria Corona, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della compagnia di Bagheria, sarebbe avvenuto martedì 14 aprile. Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, Angela Maria Corona sarebbe stata strangolata, poi messa in un sacco e il cadavere sarebbe stato buttato in un dirupo nella strada provinciale 16 che collega Bagheria e Casteldaccia. Il corpo sarebbe stato dilaniato da animali randagi, e questo spiega perché alcune parti, come la testa e una porzione del busto, non sono state trovate. L’autopsia non è stata ancora eseguita. La nipote e i due presunti sicari sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

La confessione. Maria Francesca Castronovo ha confessato di avere ucciso la zia perché, dice, da tempo lei la maltrattava. Per compiere il delitto si è avvalsa della collaborazione di due giovani, un maliano e un ivoriano che vivono a Palermo. I sospetti dei Carabinieri della compagnia di Bagheria, coordinati dal pm Daniele Di Maggio e del procuratore di Termini Ambrogio Cartosio, si erano concentrati quasi subito sulla nipote di Angela Maria Corona.

Il compagno e altri testimoni avevano raccontato di continui dissidi tra la zia e la nipote. I militari dopo avere scoperto il corpo della vittima hanno rintracciato la nipote al centro Grandi ustionati dell’ospedale Civico dove era stata ricoverata poco dopo il delitto con bruciature alle gambe. Secondo alcuni testimoni le sarebbero state provocate dalla zia che le avrebbe lanciato dell’acqua bollente, secondo la giovane le ustioni sarebbero state provocate dall’incendio della sua macchina. Auto andata in fiamme vicino il cimitero di Bagheria. I carabinieri con la consulenza dei vigili del fuoco hanno accertato che il rogo era stato doloso.

Il denaro. Maria Francesca Castronovo avrebbe consegnato circa 15 mila euro ai due complici per uccidere la zia. I soldi sono stati trovati dai Carabinieri in casa di Guy Morel Diehi l’ivoriano che la donna avrebbe “ingaggiato” assieme a Toumani Soukouna per assassinare la familiare.

Fonte GDS

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