Il piccolo campobellese Antonio guarito dal virus. “Una storia positiva e di rinascita”

La storia di Antonio, dieci anni, guarito dal virus e diventato la mascotte dell’Oasi.

Dopo l’appello del sindaco di Troina, Fabio Venezia, da stamattina l’Asp di Enna ha iniziato ad effettuare i tamponi per la popolazione nel più grande focolaio Covid di Sicilia.

Si inizierà con i familiari dei contagiati sottoposti a regime di quarantena e poi con quei cittadini rientrati da fuori Sicilia fino ad esaurimento dei tamponi. Gli elenchi sono stati predisposti dall’Ufficio Igiene pubblica dell’Asp di Enna e si procederà rispettando l’ordine dei nominativi.

La Protezione civile sta contattando uno per uno i cittadini da sottoporre al tampone. “Siamo a lavoro per far arrivare un altro lotto di tamponi in modo tale da completare gli elenchi – dice il sindaco di Troina – grazie di cuore ai vertici dell’Asp di Enna per la preziosa collaborazione in questo difficile momento”.

Intanto all’Oasi Maria santissima di Troina si è fermato lo screening dei dipendenti che riprenderà dopo Pasqua, i positivi ad oggi in totale sono stati 162, a questo numero bisogna sottrarre 4 pazienti guariti e quattro decessi. Tra le persone che hanno combattuto contro il Covid19 c’è anche il piccolo Antonio, 10 anni appena, uno dei ragazzi che si trovava ricoverato all’interno della Cittadella da qualche settimana. Il bambino oggi è diventata la mascotte dell’Oasi, è stato uno dei primi ad infettarsi ma anche uno dei primi ad uscirne. Il suo sorriso è quello della speranza per i tanti ragazzi con disabilità ricoverati nella struttura e risultati positivi al tampone, ma anche per i tanti operatori sanitari.

Antonio ama il contatto, come tutti questi bambini, e non lascia un secondo i suoi angeli custodi che sono diventati gli operatori dell’oasi ma principalmente i medici dell’esercito, inviati per supportare la struttura, che riconosce a distanza nonostante siano coperti in volto da mascherine protettive. Il piccolo poi non si stacca da un dipendente speciale dell’Oasi, Angelo Impellizzeri, l’anima e il corpo del centro fondato da padre Ferlauto. Durante il periodo di quarantena anche i genitori di Antonio, che vivono a Campobello di Mazara, sono stati seguiti e supportati da psicologi e assistenti sociali della struttura Oasi di Torretta. Una bella storia di speranza e rinascita.

Fonte La Repubblica

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