In coma a Bergamo si risveglia all’ospedale di Palermo: “Sono guarito grazie a voi, mi tatuerò la Sicilia sul petto”

Storia di un magazziniere di 61 anni, trasferito con un volo militare in Sicilia perché in Lombardia non c’erano posti. Era dato per spacciato, dopo 35 giorni è pronto a tornare a casa.

Il dolore lancinante al petto che gli spezza il respiro. L’arrivo dell’ambulanza a sirene spiegate. La stanza silenziosa del Pronto soccorso. E quel cappuccio poggiato sul capo. Poi qualcuno ha spento la luce. “Mi sono addormentato a Bergamo, la mia città, e mi sono svegliato a Palermo. Ma io mica ci credevo…”. E ci ha messo un po’ per farsene una ragione, Ettore Consonni, 61 anni, magazziniere in pensione.

“Mi tatuerò la Sicilia sul petto”. Lo ha detto Ettore Consonni, che dall’ospedale di Bergamo è stato trasferito a Palermo ed è stato strappato alla morte dai medico dell’ospedale Civico. «Mi sono addormentato a Bergamo, la mia città, e mi sono svegliato a Palermo. Ma io mica ci credevo… ». La storia di Errore, 61 anni, è stata raccontata da Repubblica e ed è stata pubblicata sull’edizione di oggi in edicola.

Quando il Coronavirus lo ha colpito in Lombardia non c’erano più posti e la Sicilia ha accolto il pensionato bergamasco. I medici palermitani non si sono tirati indietro. È partita la task force per il trasferimento con un colo militare e il ricovero d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Civico.

Ettore Consonni dopo 23 giorni di rianimazione e altri 12 di degenza, è uscito dalla ha raccontato la sua esperienza. “In Rianimazione sentivo l’accento siciliano, ma pensavo a qualche medico emigrato. Mi dicevano che ero a Palermo, ma pensavo scherzassero”.

Il 61enne non smette di ringraziare i medici e il personale sanitario del Civico, “infermieri e medici speciali”, dice. La Sicilia ha detto sì senza esitazione al suo ricovero. Assieme a un altro concittadino, è stato trasferito a Palermo. “Non è vero che ci sono solo cose negative al Sud. “Questo ospedale è all’avanguardia – aggiunge Ettore Consonni -, fiore all’occhiello della sanità di tutta l’Italia. Guardo gli infermieri e mi chiedo chi glielo fa fare di rischiare la vita”.

Così il 6 aprile il pensionato ha ricominciato a respirare autonomamente ed è stato trasferito nel reparto di Malattie infettive. Il tampone è risultato negativo due volte ed è stato dichiarato guarito e non vede l’ora di poter riabbracciare i familiari. “Non appena finisce tutta questa storia, voglio organizzare un viaggio con loro, i miei figli e mia moglie a Palermo. Non siamo mai stati in Sicilia”

“È la dimostrazione che la Sicilia è terra di accoglienza e che la nostra sanità non è seconda a nessuno”, dice il manager del Civico Roberto Colletti. Intanto anche l’altro cittadino di Bergamo sta meglio. Ieri l’unità di crisi Covid-19 della Regione Lombardia ha contattato il Civico per organizzare il ritorno. “Appena uscirò mi tatuerò la Sicilia sul mio corpo”, ha detto Ettore.

Fonte Repubblica

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