La qualità dell’aria durante il lockdown: i dati emersi nelle principali città siciliane

L’Arpa pubblica una prima (e preliminare) analisi della qualità dell’aria in cui ha riscontrato «una evidente riduzione delle concentrazioni degli inquinanti».

Le misure di contenimento messe in atto per fronteggiare l’emergenza sanitaria giovano non solo alla riduzione dei contagi da Coronavirus, ma anche al miglioramento generale della qualità dell’aria che circola nelle nostre città.

Un risultato che è stato già verificato nelle città del Nord Italia e che vede conferme anche nelle principali città siciliane. A dirlo sono i risultati raccolti dall’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente che, in una sua prima (e preliminare) analisi, ha riscontrato «una evidente riduzione delle concentrazioni degli inquinanti legati direttamente al traffico, ovvero ossidi di azoto (NOx) e benzene, soprattutto negli agglomerati urbani».

Una valutazione più completa – si legge sul sito dell’Arpa – potrà essere condotta alla fine di questo periodo di emergenza sanitaria su tutti gli inquinanti rilevati dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, in relazione anche alle specifiche condizioni meteorologiche del periodo e tenendo conto di un arco temporale più esteso.

Di seguito la sintesi dei dati relativi ai principali inquinanti per le zone di Palermo, Catania, e nelle zone industriali.

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, le stazioni di fondo urbano degli agglomerati di Palermo e Catania registrano una riduzione superiore al 60% nella concentrazione oraria rilevata. Nelle stazioni di fondo urbano delle aree industriali si rileva una riduzione minore rispetto a quella degli agglomerati urbani. Quanto al particolato, le percentuali di riduzione calcolate a Catania e nella stazione Priolo dell’area industriale, sono comprese tra il 10% e il 20%. Le altre due stazioni che si trovano all’interno del tessuto urbano di Siracusa e di Porto Empedocle, fuori dal tessuto urbano, hanno un comportamento analogo con una riduzione superiore al 20%.

Il particolato, che è un inquinante anche con origine secondaria, dipende oltre che dalla quantità di emissioni e dalle condizioni meteorologiche, anche dai fenomeni chimico-fisici che avvengono in atmosfera e che determinano i meccanismi di formazione, trasformazione e persistenza delle sostanze presenti in aria. L’ozono infine sembra risentire debolmente delle misure di contenimento per il Covid-19.

Fonte Balarm

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