La tradizione delle “Colombine”, quando non esistevano le uova di cioccolato

A differenza di quanto accade oggi, in passato le uova di cioccolato non esistevano. Nonostante ciò, in tutte le case, da quelle più abbienti a quelle più umili, ogni mamma realizzava la “colombina” con l’uovo per ciascun piccolo componente della famiglia.

“Colombine” di pasta dolce, decorate con codette di zucchero colorato che le femminucce chiamavano anche “borsette” e che, come mi raccontava mia nonna, la Domenica di Pasqua le portavano con sé per la Santa Messa e, una volta terminata la cerimonia religiosa, avveniva come una sorta di gara per chi avesse la “colombina” più bella: ci si confrontava sulla perfezione della forma e delle decorazioni, sulla doratura e soprattutto su quante uova ci fossero all’interno.

E sì, perché soprattutto ai maschietti poco importava se la “colombina” si era bruciacchiata un po’ durante la cottura in forno, o se si era rotta la coda o se la testa non era del tutto dritta.  La loro curiosità consisteva nel vedere se all’interno ci fosse un solo uovo oppure ben due. Insomma, il loro entusiasmo era un po’ come quello dei bambini di oggi che, spinti dalla curiosità, non vedono l’ora di rompere le uova di cioccolato per scoprire quale sorpresa si nasconde all’interno.

Oggi la tradizione resiste grazie alle anziane signore siciliane, che orgogliose delle tradizioni, non vogliono farsi sconfiggere dal consumismo e dalla globalizzazione e cercano di tramandare tutto ciò alle nuove generazioni. Perciò, ci saranno pure le uova o i coniglietti di cioccolato, ma “a palummedda” non può mancare!

Con questa dolce curiosità, colgo l’occasione per mandare a tutti voi un sincero ed affettuoso augurio affinchè possiate  trascorrere una serena Pasqua.

Fonte Castelvetranonews

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