Lo statuto speciale è una grande risorsa: usiamolo bene, la Sicilia può salvare l’Italia

Un momento in cui il paese arranca la Sicilia ha la possibilità statutaria di provvedere a se stessa e può dare una mano concreta al resto del Paese

Il presidente Nello Musumeci ha lamentato la scarsa qualità delle mascherine in arrivo dalla Protezione civile nazionale. Da principio ho apprezzato il suo intervento carico di sdegno. Poi però mi sono fermato a riflettere.

La locomotiva italiana, la Lombardia, è in ginocchio. Paga il prezzo di avere trainato l’economia Italiana. L’esplosione del virus sembra infatti connessa anche ai grandi tassi di inquinamento. Ha bisogno di fermarsi. Dall’altra parte in Sicilia, che è la quarta regione italiana per popolazione, un po’ perché siamo stati bravi e siamo intervenuti in tempo, un po’ perché siamo stati fortunati, è la regione meno contaminata d’Italia, al punto che abbiamo potuto accogliere (e lo abbiamo fatto con gioia), alcuni malati cui la sanità Lombarda non è stata in grado di prendersi carico.

La Regione Siciliana ha competenza esclusiva in materia di industria e commercio (art. 14 dello statuto). Detto articolo (comma 1.e) dice chiaramente che è sotto esclusiva competenza regionale “incremento della produzione agricola ed industriale; valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed industriali e delle attività commerciali; il nostro statuto inoltre dà ampia autonomia in materia di igiene, sanità e assistenza sanitaria (art. 17).

Recita lo statuto: «Entro i limiti dei princìpi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi».

E per finire il presidente della Regione è garante dell’ordine pubblico (Art. 31). In pratica è quasi un ministro dell’interno per la Sicilia. Cosi recita questo articolo «Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato.»

In altre parole nel momento in cui il paese arranca la Sicilia ha la possibilità statutaria di provvedere a se stessa, e più oltre di dare una mano concreta la resto del paese. Come? Attivandosi in concorso con lo stato, ad esempio attivando una produzione autarchica dei presidi sanitari che saranno sempre più indispensabili nei prossimi mesi. Può farlo sia favorendo la conversione di imprese attraverso l’Assessorato alle attività produttive. Sia mediante l’impiego di forze armate dello stato, che in virtù dell’articolo 31 il presidente può richiedere e disciplinare.

I presidi sanitari essenziali dovrebbero essere forniti gratuitamente a tutti, e come giustamente sosteneva il Presidente non possiamo stare dietro a gare internazionali, a CONSIP e ad altri strumenti del genere farraginosi e lenti, mentre il paese va a rotoli. Il governo regionale può da una parte indirizzare il mercato produttivo, dall’altro attivare anche con l’aiuto dell’esercito, produzioni di emergenza per sopperire ai fabbisogni.

La mia riflessione parte dalle mascherine, ma intende andare oltre. Perché certamente sarà necessario provvedere ad altro, inclusi i fabbisogni alimentari. Abbiamo visto come l’Europa si è comportata con le mascherine, e statene certi che quando il problema esploderà nel resto d’Europa attiveranno sistemi protezionistici sui beni di prima necessità. La Regione siciliana ha una responsabilità di azione che la obbliga ad andare oltre un legittimo disappunto perché arrivano mascherine inadeguate ed attivarsi per essere parte della soluzione.

In una squadra se si infortuna l’attaccante serve qualcuno che si faccia avanti per vincere la partita. Finora in attacco è stata la Lombardia, adesso è infortunata, speriamo si riprenda presto, serve qualcuno che cominci a preoccuparsi del poi, ed io penso tocchi alla Sicilia una azione forte e determinata.

Presidente, la Sicilia è una piccola Repubblica nella Repubblica, è il momento di uscire dal torpore e di cominciare ad agire per noi stessi e per il resto del paese. Il governo agisca, e che le opposizioni, per favore, cerchino di rendersi untili per una volta.

Fonte Balarm

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: