Rosalia “patrona” contro il virus spunta tra i palazzi di Palermo

Un collettivo di artisti e operatori della cultura, in questi giorni di quarantena, invita a proiettare un’immagine della Santuzza, con tanto di mascherina.

Appare la sera tra balconi e pareti dei palazzi di Palermo, dal centro storico al resto della città. Invocata ancora una volta per proteggere da un male sconosciuto, Santa Rosalia diventa un’icona che illumina le nostre case, nel silenzio della quarantena. È una delle iniziative nate in questo tempo sospeso, dove si manifestano nuove forme di socialità per resistere alla pandemia. Così un collettivo di artisti e operatori della cultura, che ha preso il nome di “Ex Voto”, da qualche giorno proietta sui palazzi un’immagine della Santuzza, “patrona contro la peste” con tanto di mascherina, accompagnata dall’hashtag #UnitedAgainstThePlague. Ma l’obiettivo del collettivo è di moltiplicare questi messaggi di speranza, chiedendo a tutti di fare lo stesso, così da far rimbalzare le icone da un capo all’altro della città.

In pochi giorni – come si vede in alcune foto pubblicate sulla fanpage di Facebook del progetto – Santa Rosalia, è spuntata tra gli alberi di piazza Marina, sullo Steri, tra i palazzi del Cassaro, in via Maqueda, in via Roma, in via Venezia, ma anche fuori dal centro storico, in piazza Sant’Oliva, sulla chiesa di San Francesco di Paola, fino in via Sampolo. Ma accanto all’icona realizzata dal collettivo (scaricabile dalla fanpage), è apparsa in questi giorni anche la Santa Rosalia di Van Dick, in “isolamento” al Met di New York dopo che il museo è stato chiuso per la pandemia.

“La proiezione è pensata come un’installazione diffusa – spiegano gli artisti del collettivo – . Chiediamo a tutti quelli che hanno un proiettore di riprodurla ed esporla, in qualsiasi formato, per diffondere questo messaggio. Obiettivo è quello di rinnovare il modello di Palermo, che sulla sconfitta del morbo ha costruito il proprio senso di comunità, e su di esso lo rinnova come un patto ogni anno, e di estenderlo a chiunque nel mondo colpito dal virus voglia aderirvi. L’istallazione vuole essere un veicolo per volgere in positivo un evento drammatico come la pandemia che ci sta colpendo, facendone una risorsa per ripensare e ripensarci come comunità, per farci trovare pronti, una volta sconfitto il male, a creare il mondo nuovo e le nuove fondamenta della nostra casa comune”.

“Siamo stati, come tutti, travolti dagli eventi delle ultime settimane – proseguono – . Sono cambiate le nostre vite, modificati i tempi e le modalità del nostro lavoro. Siamo artisti, operatori della cultura, per lavoro realizziamo show che prevedono la presenza di tante persone tutte insieme, a creare un’emozione partecipata con chi ci sta accanto, con chi condivide il nostro spazio e il nostro respiro. Una cosa che non si può più fare, e chissà quando sarà di nuovo possibile. Il nostro mestiere rimane però quello di raccontare storie, convogliando la cultura, la storia, l’identità dei luoghi in narrazioni capaci di far stare insieme le persone emozionandole e intrattenendole, risvegliandone il senso di appartenenza ma – concludono – anche la capacità di stupirsi e aprirsi al nuovo, al magico, all’inaspettato”.

Fonte Le Vie Dei Tesori

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