Stretta sulle scarcerazioni di mafiosi e terroristi

Dopo le polemiche sulle scarcerazioni di boss mafiosi per ragioni di salute detenuti al 41 bis, il Cdm ha poi approvato misure più restrittive sulla detenzione domiciliare e permessi per i condannati per reati di mafia o terrorismo.

In caso di scarcerazione per detenuti al 41 bis, sarà necessario il parere del Procuratore Nazionale Antimafia e antiterrorismo, mentre per chi è detenuto in alta sicurezza per reati gravi, la valutazione spetterà ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia.

Stretta anche sui processi, che non potranno svolgersi da remoto, salvo l’accordo delle parti, nel caso in cui sia prevista «la discussione, l’esame di testimoni, di consulenti, di parti e periti». Slitta poi al primo settembre la riforma sull’uso delle intercettazioni, prevista al 1 maggio.

Avevamo già parlato qui di alcuni casi eclatanti che hanno smosso gli animi dei parenti delle vittime.

Qui invece il nostro articolo sulle contromisure pensate dal Ministro della Giustizia Bonafede.

Fonte Open

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