Studenti e lavoratori fuorisede possono tornare a casa dal 4 maggio. Lo stop da parte delle regioni del Sud

È ammesso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Ma le regioni del Sud temono una nuova fuga: ecco come si stanno attrezzando anche Calabria, Campania e Sicilia.

«È in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». L’articolo 1 dell’ultimo dpcm, per contenere la pandemia del Coronavirus, non lascia spazio ad altre interpretazioni: i fuorisede, che siano studenti o lavoratori, possono rientrare a casa a partire dal 4 maggio. Servirà l’autocertificazione ma sarà comunque possibile ricongiungersi ai propri familiari dopo oltre 50 giorni di lockdown. «Lo consentiamo in ogni caso. C’erano situazioni di persone rimaste bloccate e in difficoltà» è il commento secco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Adesso si teme una nuova fuga dal Nord: il rischio, infatti, è che il virus si diffonda, che “viaggi” in treno o in aereo verso quelle regioni che, come dimostrano i numeri, sono riuscite a contenere la pandemia. Quindi bisogna correre subito ai ripari.

La prima Regione a pensarci è la Puglia che nelle prossime ore emanerà una nuova ordinanza imponendo «un isolamento fiduciario di 14 giorni» per chiunque faccia rientro in Puglia. L’avvertenza è anche quella di «mantenere le distanze di sicurezza in casa»: molti contagi, come è noto, si sono verificati proprio all’interno delle mura domestiche.

«Milano è la seconda città della Puglia con ben 200mila pugliesi – ci dice una fonte vicina al governatore Emiliano – Abbiamo già fronteggiato l’esodo di oltre 20mila persone (questo il dato ufficiale, a cui aggiungere chi si è rivolto soltanto ai medici di famiglia e chi non si è mai auto-denunciato, ndr) e per questo motivo l’orientamento, oggi, è quello di imporre la quarantena per tutti a partire dal 4 maggio. Ora siamo al lavoro e tra poco il presidente della Regione Puglia incontrerà i sindaci e i presidenti delle province per trarre le conclusioni ed emettere un provvedimento forse già in giornata. La prima ordinanza, che abbiamo preso alle 2.31 di notte dell’8 marzo, infatti, si è rivelata utile a contenere il contagio. Proseguiremo su questa strada».

Stesso orientamento anche in Campania dove i residenti fuori regione, che intendano rientrare al Sud, verranno chiamati a osservare due settimane di isolamento al proprio arrivo a casa. Non si conoscono, invece, le decisioni della Regione Sicilia anche se l’orientamento del presidente Nello Musumeci sembra essere chiaro: «Sono contrario alla mobilità extra regionale. Dal Nord era arrivata la proposta dell’apertura verso altre regioni ma c’è stato il no di De Luca e il mio» ha detto alla Stampa.

Sul piede di guerra sono soprattutto la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che chiede al governo di «assumersi in pieno la responsabilità di un nuovo esodo verso il Sud e dell’eventuale aumento di contagi che potrebbe derivarne». A preoccupare è «il ritorno in massa da zone con altissimi numeri di contagio»: per questo verranno adottate «misure di cautela» di competenza regionale. «Questo dpcm è figlio del “vorrei ma non posso”. Chiederò a Conte di rimangiarsi la “porcheria” che ha servito agli italiani il 26 aprile. Sono pronto a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco» è, invece, il commento del sindaco di Messina Cateno De Luca secondo cui «non è giusto mantenere in tutte le regioni d’Italia le medesime restrizioni».

Fonte Open

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: