Una soluzione per salvare cinema e concerti in Sicilia: tutti in auto, si torna al drive-in

Anche in Sicilia l’estate 2020 potrebbe essere quella che segna il ritorno in grande stile del mitico drive-in, uno simboli della cultura pop americana degli anni Cinquanta.

Tra le questioni “calde” della cosiddetta fase due, quella in cui dovremo imparare a convivere con il Coronavirus ma con le dovute misure di sicurezza, c’è il grande tema degli spettacoli. Cinema, teatri e tutti quei luoghi affollati dovranno fare i conti con la distanza sociale a cui ci siamo ormai abituati a sentire in questi mesi di emergenza sanitaria.

Come fare? Una soluzione al problema ci arriva proprio dal nostro passato. Anche in Sicilia l’estate 2020 potrebbe essere quella che segna il ritorno in grande stile del mitico drive-in, uno dei fenomeni (prima americani e poi anche italiani) più amati e apprezzati e che, ancora oggi, è in voga negli Stati Uniti e che ha segnato un’epoca per tanti di noi.

Il cinema all’aperto, comodamente seduti nella propria auto, con la possibilità di chiacchierare, mangiare e anche fumare, potrebbe essere la soluzione ideale per far ripartire i grandi eventi culturali, musicali e cinematografici nel momento in cui si allenteranno le restrizioni e il Paese ricomincerà lentamente a rialzarsi.

Una realtà, quella del drive-in, che vede già operative ben 20 città italiane che hanno aderito al progetto “Live Drive in”. Tra loro ci sono anche Palermo e Catania che condividono l’obiettivo del progetto, ossia quello di garantire la salute di tutti ma anche lo svolgimento di spettacoli e concerti rispettando le norme anticontagio da Coronavirus.

Il progetto nasce da un’idea di Utopia Srl, Zoo Srl, Italstage, e 3D Unfold. Il primo passo è quello di trovare aree sufficientemente grandi dove allestire palco e maxischermi e permettere al pubblico di godersi lo spettacolo seduti in auto.

“L’obiettivo – spiegano in una nota – è anche e soprattutto quello di sostenere tutta la filiera di cinema, teatro e musica live, ad oggi in ginocchio con più di 300 mila lavoratori stimati in disoccupazione e perdite per decine di milioni di euro ogni settimana”.

Ecco le città che hanno già aderito al progetto: Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Napoli, Verona, Catania, Genova, Bari, Cagliari, Cosenza, Mantova, Avellino, Reggio Calabria, Lamezia Terme, Lido di Camaiore, Olbia, San Benedetto del Tronto e Palermo.

Fonte Balarm

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